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29/09/2005 - Il pdl presentato da Gibelli
e Rodrighiero. "Ci ispiriamo alla Germania". Realacci:
il contrario di ciò che serve al Paese
"Scuola, stranieri in classi separate"
La proposta della Lega. "E anche test d´ingresso
per accedere"
MILANO - «Che imparino l´italiano, prima
di essere ammessi in una scuola pubblica». Mentre è
ancora caldissimo lo scontro sulla scuola araba di via Quaranta,
a Milano, i cui responsabili ieri hanno inviato a Ciampi una lettera
aperta in cui chiedono l´intervento del presidente della Repubblica,
due parlamentari della Lega, Andrea Gibelli e Flavio Rodrighiero,
hanno elaborato una proposta di legge che istituisce classi separate
per studenti stranieri.
Per accedere alla scuola dell´obbligo, i ragazzi stranieri
dovrebbero prima sostenere un test di lingua e cultura italiana.
«Renderemo così più facile il percorso educativo
dei bimbi stranieri e in primo luogo extracomunitari», ha
sostenuto Gibelli, che per timore di essere frainteso ha precisato
subito dopo che la proposta di legge leghista risponde «soprattutto
alla domanda di vera formazione che viene dagli alunni italiani
che frequentano scuole in cui ci sono anche studenti stranieri.
In queste classi si registra infatti un forte ritardo nell´apprendimento,
perché le maestre devono attardarsi con gli stranieri e i
programmi ministeriali sono ormai una chimera».
«Ci accuseranno di essere razzisti, ma non è vero -
ha aggiunto Gibelli - Ci ispiriamo alle classi preparatorie che
esistono in Germania». «Esattamente il contrario di
quello che serve al Paese», replica il dielle Ermete Realacci.
«Abbiamo bisogno di integrazione, non di creare nuovi ghetti.
Non si può essere contro le scuole confessionali e separate
a Milano e poi non lavorare per l´integrazione e l´inclusione».
La proposta di legge, che consiste in un solo articolo e per la
quale è stata già prevista la copertura finanziaria,
in caso di urgenza potrebbe essere portata direttamente in Commissione.
Il capogruppo leghista non ha comunque perso l´occasione per
lanciare una frecciata alla scuola araba di Via Quaranta: «Così
si evita che gli extracomunitari possano addurre come scusa la difficoltà
d´inserimento nella scuola italiana per creare scuole ad hoc,
magari in lingua araba. Gli stranieri hanno il dovere di apprendere
lingua, cultura e valori di chi li accoglie, non possono avere con
noi un rapporto solo economico».
A Milano verrà presentata oggi alla direzione scolastica
regionale la domanda per ottenere la parificazione dell´istituto
di via Quaranta, indicando come vuole la legge un edificio privato
- provvisorio - dove tenere le lezioni, mentre da lunedì
prossimo trenta ragazzi egiziani delle medie saranno assegnati a
tre scuole statali, che provvederanno anche a corsi intensivi di
lingua italiana. Nella lettera a Ciampi, si legge: «Ci rivolgiamo
a lei perché ci consigli e ci aiuti a far cessare il clamore
e a riprendere in silenzio il duro lavoro che prima o poi - ne siamo
sicuri perché viviamo in uno Stato di diritto - ci porterà
alla creazione della nostra scuola, come hanno fatto prima di noi
tante altre comunità straniere».
(e. b.)
Fonte: La
Repubblica
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