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21/10/2005 - Riforma Moratti, no dei ragazzi
al doppio binario
Ieri la manifestazione studentesca friulana in piazza
Venerio. Contestati anche i previsti tagli alle iscrizioni
Un furgoncino ornato da bandiere e megafoni ha guidato,
ieri mattina, il corteo di studenti che, anche a Udine, ha protestato
contro la riforma Moratti. Partiti alle 8.15 da piazzale Cavedalis,
gli studenti del centro studi si sono ritrovati alle 8.20 in piazza
I maggio con i colleghi delle altre scuole superiori udinesi; per
poi proseguire, uniti, per le vie del centro storico, passando per
via Manin, Mercatovecchio e Duomo, fino a piazzale Venerio.
Una manifestazione in grande stile - organizzata dal Comitato in
difesa della scuola pubblica, dal Collettivo Makhno e dall'Associazione
culturale studentesca Caracol - che ha coinvolto circa cinquecento
studenti (ridotti, in dirittura d'arrivo, a un centinaio) ed è
finita, a pranzo, nel centro sociale di via Volturno.
A suon di tamburi, slogan e canzoni satiriche, gli
studenti delle scuole superiori udinesi hanno gridato alla Moratti
il loro inflessibile dissenso per la riforma scolastica in corso.
In parole spicciole «è colpa dell'attuale
ministro all'istruzione se si è avuto un calo di ben 30 mila
iscrizioni agli istituti superiori»: con l'abbassamento dell'obbligo
scolastico i ragazzi smettono prima di andare a scuola. È
sempre «a causa di Letizia l'autoritarismo dei presidi-manager»,
visto che «grazie all'autonomia scolastica i direttori degli
istituti sono rivestiti di maggiori poteri». Al ministro Moratti
viene attribuita anche la colpa delle svariate problematiche all'interno
delle singole scuole: la carenza di strutture e materiale è
consequenziale ai tagli effettuati a livello nazionale. Ma soprattutto,
la mobilitazione studentesca contesta ad alta voce i contenuti degli
ultimi decreti attuativi della riforma che sono stati presentati
il 17 ottobre scorso in Consiglio dei Ministri. No aldoppio binario
che costringe uno studente di tredici anni a decidere del suo futuro
e impone un sistema scolastico classista: diviso in scuole di serie
A (i licei) e scuole di serie B (gli istituti professionali). Così,
ieri, gli studenti manifestanti hanno spiegato la loro protesta.
E c'è pure chi ha aggiunto che se non dorme abbastanza la
notte... è sempre a causa della Moratti.
Valentina Mansutti
Fonte: Il Gazzettino
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