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ROCCA SINIBALDA (RI): immersa nella Riserva Naturale Regionale dei Monti Navegna e Cervia

Rocca Sinibalda è un comune di 836 abitanti della provincia di Rieti, nel Lazio. Nel 1923 passa dalla provincia di Perugia in Umbria, alla provincia di Roma nel Lazio, e nel 1927, a seguito del riordino delle Circoscrizioni Provinciali stabilito dal regio decreto N°1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Rieti, Rocca Sinibalda passa a quella di Rieti

Il Castello Sforza Cesarini:
Di notevole impatto visivo il Castello, risalente nel suo nucleo originario al 1084, fu ricostruito come fortezza dall'architetto Baldassarre Peruzzi per volere del cardinale Alessandro Cesarini negli anni Trenta del XVI secolo, e da allora domina il paese con la sua struttura difensiva. Nel XVII e nel XVIII secolo sono stati ingentiliti gli interni con affreschi; dal 1928 è stato classificato come monumento nazionale[2]. Il castello, tornato finalmente ad antica proprietà, è in restauro e riaprirà nell'aprile 2014

Rocca Sinibalda si trova immersa nella Riserva Naturale Regionale dei Monti Navegna e Cervia. La Riserva, situata nella provincia di Rieti, si estende per circa 3600 ettari all’interno dei bacini idrografici del fiume Salto e Turano, interessando il territorio di ben 9 Comuni: Ascrea, Castel di Tora, Collalto Sabino, Collegiove, Marcetelli, Nespolo; Paganico Sabino, Rocca Sinibalda e Varco Sabino.

La Riserva Naturale si caratterizza per la presenza di paesaggi eterogenei, frutto delle peculiarità climatiche, geomorfologiche e vegetazionali ma anche della presenza dell’uomo.
Ci sono i boschi montani e submontani (le faggete ed i querceti misti), i pascoli cespugliati che si stanno trasformando in giovani boschi, le praterie secondarie sulle sommità dei monti, i castagneti da frutto (con individui plurisecolari), le pareti carbonatiche che fanno da cornice ad alcuni torrenti, per finire con il “paesaggio delle dighe” originato dalla costruzione, sul finire degli anni 30, dei bacini idrici artificiali del Salto e del Turano.

La caratteristica saliente di questa Riserva è però il basso livello di antropizzazione del territorio, unito all’ampia diffusione dei boschi: oltre il 70 % della sua superficie è infatti ricoperto da formazioni forestali.

L’area protetta comprende a nord i rilievi del Monte Navegna (1508 metri s.l.m.) e del Monte Filone e a sud, separato dal Fosso dell’Obito, si staglia il Monte Cervia (1438 metri s.l.m.) un’estesa dorsale montuosa che viene interrotta dalle profonde gole del Fosso di Riancoli.

A sud di questa valle è situato il Monte San Giovanni.

Il settore sud orientale della Riserva - separato dalla precedente zona - è costituito dai rilievi che circondano il paese di Nespolo e che costituiscono il confine regionale con l’Abruzzo.

Il clima è temperato con temperature medie annue comprese tra i 9 e i 12 °C - con un freddo piuttosto intenso nei mesi invernali. Essendo la temperatura funzione del gradiente altitudinale, nelle zone sommitali dei due principali massicci montuosi le temperature medie annuali sono comprese tra 7,5 e 8,7 °C.


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